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Il respiro anima la vita umana e la sostiene

Il respiro anima la vita umana e la sostiene. E viene prima del pensiero e delle parole.

È non-concettuale, privo di parole. Non può essere descritto, può essere solo esperito. Possiamo respirare senza parlare ma non possiamo parlare senza respirare.


In meditazione, usiamo il respiro per focalizzare l'attenzione sul presente. Il respiro, in effetti, avviene solo in tempo reale. Avviene sempre qui e ora, il che lo rende un potente veicolo nell'intuizione diretta. Spesso pensiamo al momento presente solo come a un passo sulla via che conduce una meta futura ma, in effetti la vita può essere vissuta solo nel presente ,non nel passato o nel futuro. E questo momento presente il solo luogo dove possiamo trovare la pace


Normalmente respirare è un processo involontario, che procede senza la nostra coscienza, passo dopo passo in modo autonomo. Quando camminiamo respiriamo. Quando dormiamo respiriamo. Il respiro è sempre lì e funziona senza il nostro intervento, probabilmente ciò è una buona cosa, immaginate che cosa succederebbe se lo comandassimo noi e dovessimo ricordarci di respirare. La maggior parte di noi non durerebbe a lungo.


Curiosamente però quando ci sediamo per meditare iniziamo spesso cercando di influenzare il respiro. Lo rendiamo più calmo, più profondo come se esistesse davvero un respiro perfetto. Ma nella pratica buddista un respiro lungo non è migliore di un respiro breve, l'importante è sapere che stiamo respirando

Il respiro ci invita a riposare, a ristorarci e a rivitalizzarsi. Quando focalizziamo l'attenzione pienamente completamente sul momento presente, seduti sul cuscino da meditazione, su un sentiero in mezzo alla natura o assorbito in un grande romanzo scopriamo un senso di benessere che emerge quando non ci sforziamo, non siamo frammentati e non combattiamo.


La consapevolezza del respiro è uno dei metodi più facili e diretti per vivere nel momento presente. Ponendo la nostra calda attenzione sul respiro, connettiamo il corpo e la mente: il respiro calma il corpo che a sua volta calma la mente.


Con la meditazione di consapevolezza, la mente si satura di sensibilità e di una equilibrata accettazione, aprendosi al momento presente e accettandolo così come è, senza attaccarsi a qualcosa ne respingendola. Facciamo una pausa, ci rilassiamo e “permettiamo”. I nostri pensieri possono vagare, i sentimenti inquietanti possono dispiegarsi e per una volta non dobbiamo cercare di controllarli, di cambiarli, di approvarli o di rifiutarli.

 

 

Dal libro “Cinque Inviti” di Frank Ostaseski

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