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Yoga Sadhana per la schiena

Mi sento onorata di presentare in questo articolo il Dr.M.V. Bhole, con cui ho avuto il privilegio di praticare per 25 anni e da cui ho ricevuto fondamentali insegnamenti per la mia pratica personale e la mia vita, strumenti e percorso esperienziale che cerco di trasmettere e condividere con le persone che seguono i miei corsi di Raja Yoga.



Mukund V. Bhole fu medico, fisiologo, lavorò per 35 anni al Kaivalyadhama Yoga Research Institute a Lonavla (Pune) in Maharashtra (India), in qualità di direttore della ricerca.


Ha pubblicato numerosi articoli letterari, studi di laboratorio e ricerca scientifica sullo yoga. Consulente yoga in India, fu invitato in Europa come ricercatore e divulgatore dello yoga dagli anni ’70 con una collaborazione continuativa presso centri yoga e centri universitari.


Gli fu riconosciuto il dottorato di laurea in Yoga dallo SVYASA Institute di Bangalore e fu nominato “Yogacharya” dal Jindal Institute.


Presento qui uno degli ultimi scritti del dott. Bhole: nello specifico si tratta di alcune indicazioni (Yoga Sadhana) relative alla colonna vertebrale e il mal di schiena.



Linee guida in alcune pratiche di Yoga


TANAM – favorire un allungamento passivo della muscolatura


DHYANAM – mantenere l’attenzione sulla zona allungata


PRANAM SAMA ACHARET – iniziare il movimento respiratorio sull’area allungata lasciando che continui successivamente ad avvenire in modo spontaneo senza interferenze, né manipolazioni


SAMA ABHYASET – sperimentare 15-20 movimenti respiratori nell’area allungata studiando in dettaglio profondità ed estensione dei movimenti respiratori. Abhyasa implica un’attitudine, studio e comprensione di fattori importanti per la propria stessa esistenza


PRANA-AYAMA – con un minimo di volontarietà, ampliare il movimento respiratorio di espansione (prana vayu) e di ritrazione (apana vayu). Estendere l’esperienza e la conoscenza che ne deriva, prana, per la durata di 10-15 movimenti respiratori. Pranayama non è inteso in termini di sospensione o controllo del respiro, ma in quanto aumento di prana, una conoscenza esperienziale sensoriale


VRITTI SAKSHITVA – lasciar emergere a livello cosciente le varie memorie ed esperienze passate senza alcuna manipolazione. Essere testimoni del loro arrivo e della loro scomparsa

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