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Yoga Chakra, il Sistema del Satyananda Yoga - Parte 2: KARMA YOGA

L'antaranga yoga, lo yoga interiore, inizia con il karma yoga, poiché nessuno può esistere senza karma. Il karma è il fondamento principale della vita. Nella definizione classica il karma yoga è un modo per sviluppare l’immunità dai karma, dalle reazioni dei karma.

Parte 2

KARMA YOGA: SVILUPPARE LA GIUSTA ATTITUDINE

Karma significa azione, qualcosa che si compie da quando si nasce fino a quando si muore. Non si è mai liberi dal karma né dalle reazioni al karma. Si è talmente coinvolti e assorbiti dal karma da diventare esseri reattivi e passando la maggior parte del tempo a reagire alle situazioni invece di applicare la vostra saggezza.


Lo scopo del karma yoga è di riuscire a evitare quella risposta reattiva e di incorporare nel karma quella componente di saggezza. Se ci riuscite non vi è più alcuna reazione e potreste svolgere i vostri doveri senza alcuna reazione, positiva o negativa che sia, riuscendo a essere liberi dalle influenze delle vostre azioni.


Karma yoga consiste nel coltivare pratipaksha bhavana, l’attitudine opposta a quella esistente! Quando svolgete un’azione reagite sempre a una situazione o alla vostra stessa mente, e generalmente si tratta di una reazione negativa. Ma se riuscite a coltivare il bhavana opposto, se riuscite a visualizzare il pensiero opposto, il risultato negativo della reazione non vi toccherà. Potranno dirvi qualunque cosa, ma non vi toccherà e anzi, sarete in grado di modificare la reazione negativa. Questo, secondo la teoria dello yoga, è ciò che viene definito pratipaksha bhavana: coltivare il pensiero opposto, il comportamento opposto; questo rende liberi dalle reazioni e immuni dagli effetti del karma.


Karma yoga non è lavorare duro, non è essere impegnati dalla mattina alla sera e dire: “Sto facendo karma yoga”. Ci sono persone che fanno così. Anche i sannyasin e gli studenti che hanno partecipato al karma yoga in ashram dicono: “Oh, sto andando a fare karma yoga”. Si sono mai osservati mentre fanno karma yoga? Sono lì che pensano: “Perché hanno dato da spazzare la strada proprio a me? Perché mi è stato chiesto di pulire i bagni?”. Reagiscono al karma. Se c’è una reazione, non è karma yoga. Se lo fate con piacere, felicità e gioia diventa karma yoga poiché nella vostra mente non viene coltivata la negatività.


Il vero karma yoga lo praticate quando non avete pregiudizi né preferenze. Allora state praticando karma yoga come un dovere, un incarico, e nient’altro. Fino ad allora il karma è solo azione condizionata. C’è lotta e fatica e quindi insoddisfazione e assenza di pace. Karma yoga è laddove appagamento e pace divengono parte integrante delle azioni. L’azione dello spazzare non è karma yoga in sé, è l’attitudine con cui viene eseguita a determinare se sia karma yoga o no. Se state spazzando ma sentite che non è un lavoro per voi e siete infelici mentre lo fate, allora questo non è yoga. Yoga è quando il lavoro viene svolto spontaneamente come qualcosa che dev’essere fatto, senza emozioni o pensieri di attaccamento.


Conoscete la storia di Milarepa? Il suo guru, Marpa, gli chiese di costruire una capanna di pietra in cima a una montagna. Per poterla realizzare egli dovette trasportare le pietre dai piedi della montagna fino in cima. Con diligenza portò a termine il compito assegnatogli e costruì la casa. Quando fu pronta Marpa gli disse: “No, non mi piace dov’è situata. La casa sta meglio ai piedi della montagna. Trasporta giù tutte le pietre e ricostruiscila lì”. Se foste stati al suo posto che avreste fatto? Avreste abbandonato il guru dicendogli: “Ma come? Mi fa trasportare le pietre dai piedi della montagna fino in cima e poi di nuovo dalla cima fino in basso! Non apprezza e non accetta nulla di ciò che faccio”. Ma Milarepa, che coltivava pratipaksha bhavana, il pensiero opposto, non si scoraggiò. Non provò nulla. Nessuna reazione, nessuna risposta. Disse solo: “Questo è il mandato e io lo realizzerò”. Con la stessa attitudine di sincerità, innocente e servizievole, continuò a fare ciò che doveva. In definitiva è stata quell’attitudine di karma yoga che rese grande Milarepa.


Karma yoga non è lavorare duramente ventiquattr’ore al giorno dicendo: “Oh, sono esausto perché ho fatto il mio karma yoga.” Karma yoga è coltivare pratipaksha bhavana così da non essere influenzati né toccati dai risultati e dagli effetti delle proprie azioni, attitudini, reazioni e comportamenti, ed essere in grado di mantenere uno stato d’animo tranquillo.


Sarà allora che le vostre aspettative assumeranno una forza motivazionale e ispiratrice piuttosto che una forza negativa e agirete con freschezza, creatività e purezza.


Sw. Niranjanananda Saraswati

da Yoga nella vita quotidiana

traduzione italiana pubblicata da Edizioni Satyananda Ashram Italia

insieme a Yoga Pubblication Trast – Munger, Bihar, India

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