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Emanuele Enria

I miei linguaggi sono il Feldenkrais e la danza. Della danza, in particolare ho studiato e mi sono formato con il tango, la contact dance e la danza contemporanea.

Mi interessa la connessione tra danza, arti marziali e il come ci muoviamo e agiamo dentro la vita di tutti i giorni.

In più mi affascina la loro rappresentazione. Ogni movimento è come una scrittura di linee, curve, spirali nello spazio. A partire dal semplice gesto di stringersi la mano che, come insegna l'aikido e ha mostrato Steve Paxton, l'inventore della contact dance, contiene già un'energia a spirale. Viverlo dentro il proprio corpo permette di non intellettualizzare la comprensione ma di espanderla in maniera organica, attraverso la sensazione e la percezione dentro di noi.

Per questo vado da tempo approfondendo il rapporto e i processi creativi e sociali indotti dai luoghi attraverso situazioni di interazione tra corpo/i e spazio cercando di unire l'aspetto simbolico di un luogo, un'opera, un oggetto con una riflessione e una pratica dei gesti associati. Ho recentemente collaborato all'ideazione e sviluppo dei percorsi della mostra Equilibrium a Firenze (www.ferragamo.com) e al Festival des Musiques Sacrées du Monde di Fez, in Marocco.

Esplorare il movimento e la sua rappresentazione, (anche nella forma che hanno preso le città), significa in qualche modo relazionarsi con le posture sociali, filosofiche, rappresentative che ogni società esprime, a partire dal mondo dei bambini. Su questi aspetti, collaboro con scuole e musei d'arte contemporanea. E' soprattutto interessante rilevare come, dentro ogni movimento che ritorna a esplorare il rapporto con lo spazio in maniera più libera, ricompaia costantemente il movimento della spirale. Perché?

E' uno dei movimenti primari con cui la natura si è creata ed espansa naturalmente; è il movimento con cui il bambino impara ad arrivare in piedi, ed è un movimento con cui non solo il corpo singolo, ma più corpi si espandono nello spazio senza l'autorità centrale che ne impone solo una possibilità. Esplorare questa nuova complessità attraverso il movimento è un'avventura piena di continue scoperte e creatività.




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